Tecnologia

PDF e immagini, la digitalizzazione documentale spinge la nascita di piattaforme made in Italy

Ricordate quando per la gestione dei documenti di un’azienda si doveva avere a che fare con armadi pieni di faldoni, fotocopie, timbri e file sparpagliati un po’ ovunque sul computer?

Oggi, per fortuna, non è più così. A sostenere il vento del cambiamento sono stati obblighi normativi e e necessità pratiche: la fatturazione elettronica diventata obbligatoria, lo smart working, la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione.

Ed è così che si è creato un “universo” interessante, con piattaforme tutte italiane costruite per rispondere alle esigenze digitali che ha il nostro Paese. Un fenomeno che dice parecchio su come stia evolvendo il rapporto tra le imprese e i loro documenti.

Lo scenario della digitalizzazione documentale in Italia

Gli ultimi anni hanno visto un’accelerazione che in pochi si aspettavano. Le piccole e medie imprese, da sempre l’ossatura dell’economia italiana, si sono trovate a digitalizzare processi che fino a poco prima gestivano su carta. Spesso non per scelta, ma per obbligo: la spinta è arrivata dall’alto, con norme che hanno reso necessario ciò che prima era facoltativo.

Per partite IVA e professionisti il percorso è stato similmente lo stesso. Chi lavora in proprio si ritrova a gestire fatture elettroniche, conservazione sostitutiva, documenti firmati digitalmente, materiale che richiede strumenti adatti e una certa confidenza con il digitale. E la PA, storicamente lenta su questo terreno, ha accelerato a sua volta, imponendo standard digitali a chiunque ci abbia a che fare.

Così l’Italia di oggi è molto più digitale di quanto fosse cinque o sei anni fa. Con tutte le difficoltà del caso, perché la transizione non è stata indolore, soprattutto per le realtà più piccole. Ma la strada è segnata, e indietro non si torna.

Perché il PDF è diventato il formato standard

Un protagonista silenzioso, in mezzo a tutto questo, ha conquistato un ruolo da dominatore assoluto: il PDF. È diventato il formato di riferimento per qualunque documento ufficiale, e non a caso. Il motivo principale è la sua affidabilità, perché un PDF si apre allo stesso modo ovunque, su ogni dispositivo e sistema operativo, tenendo intatta l’impaginazione.

E, se ci pensiamo, è anche facile da conservare per anni, come la legge impone per molti documenti in diversi casi. Il PDF risponde bene a questa necessità, ed è il motivo per cui è lo standard della conservazione a norma. Aggiungiamoci lo scambio quotidiano: un contratto, un preventivo, una ricevuta si mandano in PDF, perché è il formato che chiunque sa gestire.

La crescita delle piattaforme italiane per la gestione dei file

Per anni il mercato del software documentale è stato in mano ai colossi stranieri, soprattutto americani. Strumenti potenti, progettati per un pubblico globale e quindi tarati su esigenze generiche.

Così alcune realtà hanno scelto di concentrarsi sul mercato locale, sviluppando strumenti che parlano la nostra lingua e conoscono le nostre regole. Tra queste si inseriscono i servizi immediati e accessibili di OpenPDF, per esempio, per modificare i PDF online dal browser senza scaricare programmi né creare account. Compilare moduli, aggiungere testo, scrivere su un documento: tutto in pochi secondi, gratis, da qualsiasi dispositivo.

Strumenti per documenti fiscali italiani: F24, P7M e fatture XML

Prendiamo come esempio il modello F24, quello con cui paghiamo imposte e contributi. È un documento italiano, che un software internazionale ignora del tutto. Eppure ogni azienda e ogni professionista ci entra in contatto di continuo. Le piattaforme nostrane mettono a nostra disposizione strumenti per compilarlo, gestirlo, archiviarlo.

Stesso discorso per i file P7M, i documenti firmati con firma elettronica qualificata. Aprirli e verificarne il contenuto sono operazioni quotidiane per chi lavora con la PA o gestisce contratti ufficiali. E poi le fatture XML: il formato della fatturazione elettronica è una sfilza di codici incomprensibili così com’è. Servono strumenti che lo traducano in un documento consultabile, che permettano di leggere la fattura come un documento normale.

Immagini e formati moderni: HEIC, WebP e AVIF

La digitalizzazione non tocca solo i documenti di testo, ma anche le immagini hanno avuto la loro rivoluzione, e qui le cose si complicano per via dei formati nuovi. In un iPhone per esempio le foto si salvano in HEIC, un formato moderno ed efficiente, che però fa non è così comodo per chi poi deve aprirle su un computer Windows o caricarle da qualche parte e si ritrova con un file che non ne vuole sapere di funzionare.

Vale lo stesso per WebP e AVIF, formati pensati per il web, che comprimono le immagini mantenendo una buona qualità ma occupando molto meno spazio. Perfetti per i siti, scomodi quando bisogna convertirli in formati più classici per usarli altrove. Da qui tutta una frontiera della conversione immagini, che interessa i professionisti, fotografi e web designer in testa, ma anche i privati che vogliono semplicemente vedere le proprie foto.

Sicurezza dei dati e sovranità digitale

C’è un tema che è diventato centrale: la sicurezza dei dati. Quando carichiamo un documento su una piattaforma, dove finisce davvero quel file? Su quali server, in quale Paese? Domande tutt’altro che banali, soprattutto quando parliamo di documenti che contengono dati sensibili e personali.

Ed è proprio qui che alcune piattaforme italiane hanno fatto una scelta precisa. OpenPDF, ad esempio, lavora interamente nel browser con tecnologia client-side: i file non vengono caricati su nessun server esterno, restano sul dispositivo di chi li sta modificando. Per le aziende è ormai un criterio di scelta concreto: sapere che i documenti restano “in casa”, tutelati da un quadro normativo chiaro.

Verso un ecosistema documentale tutto italiano

Dove stiamo andando, allora? La sensazione è che il futuro si trovi in un ecosistema sempre più integrato, dove i vari strumenti si interfaccino tra loro invece di restare isole separate. Gestione documentale, fatturazione, archiviazione, conversione dei file: tutto tende a confluire in soluzioni complete, che accompagnano l’azienda lungo l’intero ciclo di vita dei suoi documenti.

E l’intelligenza artificiale comincia a entrare anche in questo campo, con strumenti che leggono i documenti, ne estraggono le informazioni in automatico e li riorganizzano senza intervento manuale. L’Italia, in tutto questo, ha la sua carta da giocare, anche perché si può dire che la digitalizzazione è appena iniziata, e c’è ancora moltissimo da costruire.

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